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Viale dei castagni e frutti di bosco

Castagno (Castanea)

Il castagno è storicamente definito "l'albero del pane" per l'importanza vitale che ha avuto nella nutrizione delle comunità montane ed è diviso principalmente in 4 grandi ceppi genetici mondiali (europeo, americano, cinese e giapponese).

  • Varietà nel mondo: Si stimano oltre 800-1.000 ecotipi e cultivar complessivi a livello globale.

  • La biodiversità in Italia: L'Italia è l'autentica banca genetica d'Europa per questa pianta. Sul territorio nazionale si contano circa 300 varietà storiche e locali censite.

  • Antiche e Locali (Castagne vs Marroni): La macro-distinzione agronomica storica separa le castagne propriamente dette (più piccole, poliedriche, destinate alla trasformazione in farina o all'essiccazione) dai marroni (selezionati nei secoli per essere grandi, dolci, con buccia non introflessa e destinati al consumo fresco o alla pasticceria). Esempi antichi celebri sono il Marrone del Mugello, la Castagna di Montella, o la Garfagnina.

  • Nuove ed Ibridi Euro-Giapponesi: Per contrastare le grandi malattie (come il mal dell'inchiostro e il cancro del castagno) e velocizzare la messa a frutto, la ricerca frutticola del Novecento ha creato svariati ibridi commerciali incrociando il castagno europeo (Castanea sativa) con quello giapponese (Castanea crenata). Esempi famosissimi sono le varietà Bouche de Bétizac, Primato, Eurocastanea e Marsol, ampiamente coltivate nei moderni impianti specializzati.

Frutti di bosco (Piccoli Frutti)

La categoria dei "frutti di bosco" racchiude in realtà generi botanici completamente differenti (mirtilli, lamponi, more, ribes, uva spina e fragoline di bosco). Ognuno di questi conta centinaia di espressioni genetiche.

  • Varietà complessive stimate: Sommando tutte le specie, esistono oltre 2.500-3.000 varietà tra cultivar tradizionali selvatiche e ibridi moderni brevettati.

Vediamo i numeri dei principali gruppi:

  • Mirtillo (Genere Vaccinium): Esistono oltre 150-200 varietà commerciali. Si dividono tra i ceppi selvatici antichi europei (Mirtillo Nero del Nord) e i moderni mirtilli giganti americani (Highbush), nati da selezioni del XX secolo per la raccolta meccanizzata, come le varietà Duke, Bluecrop, o le nuovissime rifiorenti a bassissimo fabbisogno di freddo per i climi caldi.

  • Lampone (Rubus idaeus): Si contano più di 300 varietà. Il grande salto evolutivo fatto dall'uomo è la distinzione tra le varietà unifere (antiche, producono una sola volta a inizio estate) e le moderne varietà rifiorenti o bifere (selezionate per produrre frutti da inizio estate fino ai primi geli autunnali, come la celebre Polka, Heritage o le nuove linee protette da club).

  • Mora (Rubus fruticosus): Oltre 100 varietà coltivate. Il lavoro di selezione umana qui si è concentrato principalmente sull'eliminazione genetica delle spine per facilitare la raccolta manuale (varietà Thornless, come la famosa Black Satin o Chester) e sul miglioramento della consistenza per il trasporto.

  • Ribes e Uva Spina (Ribes): Si contano circa 150-200 varietà ripartite tra ribes rosso, nero, bianco e uva spina, selezionate fin dal Medioevo nei monasteri del Nord Europa e continuamente aggiornate per resistere all'oidio.

  • Fragoline di bosco (Fragaria vesca): Pur differenziandosi dalle grandi fragole commerciali ibride, le fragoline di bosco contano diverse decine di biotipi selezionati sia a frutto rosso che a frutto bianco (come la varietà antica Regina delle Valli o la Gialla di Duchesne), scelte per l'intensità aromatica eccezionale.