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 L'anello dell'Evoluzione

 Il percorso si sviluppa come un grande circuito ad anello di circa 6-7 km complessivi, ideale per una visita di un'intera giornata. Le vie prendono il nome della flora coltivata direttamente ai loro margini, creando corridoi botanici immersivi.


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Via dei peri e dei meli

Una biodiversità complessiva che supera i 12.500 biotipi differenti fra meli e peri, un immenso lavoro di selezione "artificiale" guidato dall'uomo nel corso della storia. Nel parco troverete una bella fetta di questa incredibile biodibersità!

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Viale dei mandorli e dei fichi

Anche per il mandorlo e il fico, il lavoro di selezione svolto dall'uomo nel corso dei millenni ha generato un patrimonio di biodiversità impressionante. Trattandosi di piante tipiche del bacino del Mediterraneo, l'Italia (e regioni come la Puglia, la Sicilia o la Calabria) ne custodisce una fetta importantissima.

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Viale dei castagni e dei frutti di bosco

Tanto per il castagno quanto per l'universo dei frutti di bosco, l'uomo ha svolto nel tempo un lavoro di domesticazione, selezione e ibridazione biologica eccezionale, muovendosi tra la conservazione di ceppi storici "da legno e da farina" e la creazione di brevetti moderni per l'agricoltura intensiva.

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Viale delle pesche e delle albicocche

Il pesco e l'albicocco, entrambi membri della famiglia delle Drupacee (i frutti con il nocciolo), possiedono un patrimonio genetico straordinariamente dinamico. Il lavoro di selezione operato dall'uomo, unito a un tasso di innovazione varietale frenetico negli ultimi decenni, ha generato numeri imponenti.

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Viale dei ciliegi e dei susini

Proprio come per gli altri frutti della famiglia delle Drupacee, il ciliegio e il susino vantano una biodiversità straordinaria, frutto di millenni di evoluzione naturale e di un intenso lavoro di ibridazione e selezione genetica da parte dell'uomo.

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Viale dei nespoli e dei cotogni

Anche per il nespolo e il cotogno (entrambi appartenenti alla famiglia delle Rosaceae e alla categoria delle pomacee) il lavoro di selezione dell'uomo ha radici antichissime. Si tratta di frutti storici della tradizione agricola italiana ed europea, oggi considerati in gran parte "frutti dimenticati", ma che vantano numeri interessanti tra ecotipi storici e selezioni moderne.

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Viale delle noci e dei noccioli

Il mondo della frutta a guscio, in particolare quello delle noci e delle nocciole, è legato a una lunghissima tradizione di coltivazione nel bacino del Mediterraneo e in Europa, ma ha visto anche una forte spinta all'innovazione varietale nei grandi paesi produttori mondiali (come gli Stati Uniti per le noci e la Turchia o l'Italia per le nocciole).

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Viale delle olive e dell'uva da tavola

La combinazione di millenni di storia e la spinta moderna verso l'innovazione ha creato numeri incredibilmente vasti sia per l'olivo sia per l'uva da tavola (vitigni selezionati specificamente per il consumo fresco e non per la vinificazione). L'Italia, grazie alla sua varietà climatica, rappresenta una delle principali banche genetiche del pianeta per entrambe le colture.

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Viale dei pistacchi e dei carrubi

Sia il pistacchio (Pistaciavera) che il carrubo (Ceratoniasiliqua) vantano un panorama varietale affascinante, sospeso tra antiche selezioni locali (spesso legate alla tradizione mediterranea) e nuove varietà introdotte per ottimizzare la resa, facilitare la meccanizzazione o anticipare l'entrata in produzione.

Il numero complessivo di varietà registrate nel mondo supera la cinquantina per ciascuna specie, ma quelle effettivamente coltivate su scala commerciale o amatoriale si riducono a una ventina di riferimenti principali.

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Viale dei melograni e dei fichi d'india

Anche per il melograno e il fico d'india il panorama varietale globale è ricchissimo (con centinaia di biotipi catalogati), ma le varietà destinate alla coltivazione redditiizia o hobbistica si riducono a una selezione ristretta di circa 10-15 riferimenti cardine per specie.

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Viale dei giuggioli e dei sorbi

Sia il giuggiolo (Ziziphus jujuba) che il sorbo (Sorbus domestica) rappresentano l'essenza dei "frutti dimenticati". Negli ultimi anni, tuttavia, stanno vivendo una forte riscoperta: il giuggiolo grazie alle straordinarie varietà giganti introdotte dall'Asia, e il sorbo per la sua incredibile rusticità e il valore nella trasformazione gourmet (confetture, liquori, aceti pregiati).

A livello di coltivazione, le varietà censite superano il centinaio per il giuggiolo (grazie alla millenaria tradizione cinese) e una decina di biotipi principali per il sorbo.

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Viale dei corbezzoli e dei kiwi

Il corbezzolo (Arbutus unedo) e il kiwi (Actinidia) raccontano due storie agricole diametralmente opposte. Il corbezzolo è un antico arbusto autoctono del Mediterraneo che ha mantenuto intatta la sua natura selvatica, con pochissime deviazioni varietali. Il kiwi, al contrario, è la pianta che ha subito la più imponente e rapida rivoluzione genetica e commerciale degli ultimi 100 anni, passando da un'unica varietà verde a un ventaglio di frutti gialli, rossi e mini-kiwi ad altissima tecnologia agronomica.

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Viale degli avocado e dei mango

L'avocado (Persea americana) e il mango (Mangifera indica) sono i due giganti della frutticoltura esotica mondiale. Entrambi contano centinaia di varietà nei loro paesi d'origine (America centrale per l'avocado, Asia meridionale per il mango).

Tuttavia, se consideriamo le varietà coltivate concretamente nei circuiti commerciali, nei frutteti specializzati o negli impianti sperimentali del Mediterraneo (compreso il sud Italia), la scelta si restringe a circa 15-20 varietà di riferimento per ciascuna specie.

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Viale delle papaie, dei litchi e longan

La papaia (Carica papaya), il litchi (Litchi chinensis) e il longan (Dimocarpus longan) appartengono a mondi agronomici nettamente separati, ma condividono la tendenza a conquistare i mercati subtropicali ed europei. Mentre la papaia è un'erba gigante a crescita rapidissima che rinnova continuamente il suo parco varietale tramite ibridi, il litchi e il longan sono alberi secolari, dove le varietà antiche di origine asiatica dominano ancora la produzione grazie alla loro impareggiabile qualità.

Nel circuito commerciale ed amatoriale avanzato si contano circa 10-12 varietà di riferimento per la papaia e una ventina di cultivar storiche stabili per litchi e longan.

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Viale delle passiflore e dei feijoa

La passiflora (da cui otteniamo il frutto della passione o maracujá) e la feijoa (Acca sellowiana) rappresentano due eccellenze della frutticoltura esotica e subtropicale. Entrambe si adattano sorprendentemente bene al clima mediterraneo (in particolare la feijoa, che tollera il gelo senza problemi).

Nel panorama della coltivazione si contano centinaia di specie botaniche per la passiflora (ma solo una decina con rilevanza frutticola) e una ventina di varietà principali per la feijoa, divise tra pilastri storici e selezioni moderne neocelandesi.

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Viale delle arance e delle asimine

L'arancio dolce (Citrus sinensis) e l'asimina (Asimina triloba, nota anche come Pawpaw o Banano del Nord) rappresentano due pilastri straordinari della frutticoltura, capaci di coprire areali climatici opposti. L'arancio è il re indiscusso degli agrumi mediterranei, mentre l'asimina è un incredibile fruttifero esotico originario del Nord America che tollera geli estremi fino a -25 °C, perfetto per le zone interne e settentrionali.

Nel panorama mondiale esistono centinaia di varietà di arancio (catalogate in grandi famiglie commerciali) e circa 30-40 varietà selezionate di asimina, divise tra cloni storici americani e nuove selezioni a frutto gigante.

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Viale dei limoni, dei mandarini e delle clementine

Il comparto dei piccoli e grandi agrumi — limoni, mandarini e clementine — rappresenta una delle massime espressioni della biodiversità mediterranea. Mentre il limone e il mandarino vantano secoli di storia e centinaia di biotipi locali, le clementine sono una realtà più recente (un ibrido nato a fine '800) che ha subito una massiccia accelerazione varietale negli ultimi decenni per eliminare i semi e coprire ogni singola settimana del calendario di raccolta, da ottobre a marzo.

Nelle collezioni agrumicole e nei cataloghi dei vivai specializzati si contano oltre 30-40 varietà stabili di limone, circa 20-30 tra mandarini puri e ibridi commerciali, e più di 25 cloni selezionati di clementine.

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Viale dei bergamotti e dei cedri

Il bergamotto (Citrus bergamia) e il cedro (Citrus medica) sono due nobili agrumi legati a doppio filo alla storia d'Italia e del Mediterraneo. Il cedro è uno dei tre agrumi capostipiti del genere Citrus, mentre il bergamotto è un misterioso e pregiato ibrido naturale (probabilmente tra arancio amaro e limone) che ha trovato la sua terra d'elezione esclusiva in una stretta fascia costiera della Calabria.

A differenza di arance o limoni, per queste due colture non esiste una frammentazione in centinaia di nuovi ibridi da laboratorio: la coltivazione si fonda su 3 pilastri clonali storici per il bergamotto e su 4-5 varietà principali per il cedro, divise per destinazione d'uso (ornamentale, industriale o religiosa).

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Viale dei pompelmi e dei chinotti

Il pompelmo (Citrus paradisi) e il chinotto (Citrus myrtifolia) rappresentano due sfaccettature affascinanti e distinte della frutticoltura agrumicola. Il pompelmo è un ibrido naturale (probabilmente tra arancio dolce e sciaddocco/pompelmo cinese) nato nelle Barbados nel XVIII secolo, che ha vissuto un'intensa evoluzione varietale virando dal bianco al rosa e al rosso intenso. Il chinotto, invece, è un piccolo e raffinato agrume originario della Cina ma naturalizzato da secoli in Italia, rimasto quasi del tutto immutato nel tempo e legato a coltivazioni storiche di nicchia.

Nel panorama della coltivazione si contano circa 15-20 varietà principali di pompelmo diffuse a livello internazionale, mentre per il chinotto la scelta si concentra su 3-4 biotipi storici stabilizzati.

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Viale dei lime e dei kumquat

Il mondo del lime (Citrus aurantiifolia e altre specie) e del kumquat (Citrus japonica o Fortunella) unisce l'esotismo tropicale alla massima versatilità agronomica. Il lime è l'ingrediente principe della mixology e della cucina fusion internazionale, mentre il kumquat (o mandarino cinese) è uno degli agrumi più resistenti al freddo in assoluto, capace di tollerare geli fino a -10 °C e ideale per la coltivazione sia in piena terra che in vaso.

Nel panorama vivaistico e commerciale si contano circa 10-12 varietà principali di lime, divise tra specie pure e ibridi moderni, e circa 5-6 varietà stabili di kumquat, tra pilastri storici orientali e nuovi cloni brevettati.

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Viale dei gelsi e dei goji

Il gelso (Morus) e il goji (Lycium) sono due piante arbustive e arboree straordinariamente rustiche, capaci di resistere a freddi intensi (fino a -20 °C o -25 °C) e di adattarsi a quasi tutti i terreni. Il gelso vanta una storia millenaria in Europa e in Asia, legata sia all'alimentazione che all'allevamento del baco da seta, mentre il goji è un esempio recente di pianta della medicina tradizionale cinese convertita con successo in "superfood" nei frutteti occidentali.

Nel panorama della coltivazione si contano circa 15-20 varietà principali di gelso da frutto e una decina di varietà selezionate di goji, divise tra specie pure e nuovi cloni europei a frutto maggiorato.

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Piazza dei frutti insoliti e introvabili

Benvenuti nella Piazza dei Frutti Insoliti e Introvabili, il vero e proprio punto d'incontro e di ristoro del Parco Mendeliano. Questa suggestiva piazza circolare, pavimentata in pietra e perfettamente integrata nel paesaggio collinare circostante, è concepita come un'oasi di relax e scoperta per tutti i nostri visitatori. Passeggiando lungo il perimetro della piazza, sarete circondati da una straordinaria esposizione botanica a cielo aperto e protetta:

  • Le Serre della Biodiversità: Strutture moderne che custodiscono frutti esotici e rari sensibili al clima, dove potrete osservare da vicino tecniche di coltivazione all'avanguardia.

  • Coltivazioni a Cielo Aperto: Filari e spalliere che ospitano varietà botaniche insolite, alberi carichi di frutti dalle forme e dai colori sorprendenti – come le curiose dita di Buddha o le vivaci bacche di Goji – che sfidano l'immaginazione.

  • Il Grande Cartello dell'Itinerario: All'ingresso della piazza, un grande pannello illustrato in legno vi guiderà alla scoperta delle proprietà e delle origini di ciascuna specie botanica presente nel parco.

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