Viale dei nespoli e dei cotogni
Nespolo (Diviso in due specie completamente diverse)
In agronomia è fondamentale distinguere il nespolo in due piante distinte, poiché appartengono a generi botanici differenti, hanno calendari di maturazione opposti e numeri diversi:
Nespolo Comune o Germanico (Mespilus germanica): È la pianta antica autoctona dell'Europa centro-meridionale, i cui frutti invernali si raccolgono a fine autunno e si consumano solo dopo l'ammezzimento (la maturazione in paglia).
Varietà stimate: Esistono circa 40–50 varietà censite al mondo. Essendo una coltura di nicchia, la biodiversità è retta da biotipi locali (come il Nespolo di San Martino o il Comune a grandi frutti) e da collezioni botaniche che preservano cloni storici europei.
Nespolo del Giappone (Eriobotrya japonica): Introdotto in Europa a fine Settecento, è una pianta sempreverde a maturazione primaverile (maggio-giugno), tipica dei climi caldi del Sud Italia.
Varietà stimate: Si contano oltre 800–1.000 varietà a livello globale. La stragrande maggioranza è di origine asiatica (Cina e Giappone sono i leader mondiali di selezione), ma in Italia ed Europa si sono stabilizzati cloni locali eccellenti (come il Nespolo di Trabia o il Rosso di Sicilia) a cui si aggiungono nuove varietà spagnole a grande pezzatura selezionate per l'esportazione commerciale.
Cotogno (Cydonia oblonga)
Il cotogno è uno dei frutti coltivati più antichi in assoluto, strettamente legato alla cultura enogastronomica per la produzione di confetture, cotognate e mostarde grazie al suo altissimo contenuto di pectina. A seconda della forma del frutto si distingue storicamente in Mela cotogna (frutti più tondi) e Pera cotogna (frutti più allungati).
Varietà stimate: Si stimano circa 100–150 varietà descritte e catalogate a livello mondiale.
Antiche e Locali: Rappresentano il cuore della biodiversità di questa specie. Molte varietà storiche sono legate a singoli territori italiani, come la Cotogna di Spagna, la Cotogna di Leskovatz, il Melo Cotogno di Carpi o il Cotogno di Breda.
Nuove ed Evoluzioni: Poiché il mercato della grande distribuzione non ne assorbe enormi volumi freschi, la ricerca genetica moderna non è frenetica come per le mele standard. Tuttavia, negli ultimi decenni, istituti di ricerca dell'Europa dell'Est (Turchia, Serbia, Romania) e russi hanno selezionato circa una trentina di nuove cultivar resistenti al freddo, con una polpa meno astringente e parzialmente consumabili fresche (senza cottura), oltre a cloni nanizzanti usati principalmente come portinnesti per il pero.