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Viale degli olivi e dell'uva da tavola

Olivo (Olea europaea)

L'olivo è una delle piante più longeve e selezionate dall'uomo fin dall'antichità nel bacino del Mediterraneo. Agronomicamente le varietà si dividono tra cultivar da olio, a duplice attitudine e olive da mensa (o da tavola), scelte per la grande pezzatura della drupa, la consistenza della polpa e il rapporto nocciolo/polpa.

  • Varietà nel mondo: Si stimano oltre 1.300-1.500 cultivar coltivate nei vari continenti.

  • Il primato della biodiversità in Italia: L'Italia possiede il patrimonio olivicolo più ricco al mondo, con oltre 500-650 varietà registrate, che rappresentano quasi il 40% del germoplasma mondiale.

  • Varietà Antiche e da Mensa: Le storiche regine della tavola italiana presentano una tradizione secolare. Esempi d'eccellenza sono la Nocellara del Belice (DOP siciliana, polpa croccante e saporita), la gigante Bella di Cerignola (Puglia, l'oliva da mensa più grande al mondo), l'Ascolana Tenera (Marche, ideale per la farcitura), la Carolea e l'Itrana (conosciuta come oliva di Gaeta).

  • Nuove ed Evoluzioni: La ricerca moderna si concentra su cloni resistenti a patologie aggressive (come la Xylella o la rogna dell'olivo) e su varietà super-intensive (es. l'ibridazione spagnola Sikitita o l'italiana Tosca), adatte a impianti a filari stretti per la raccolta completamente meccanizzata.

Uva da Tavola (Vitis vinifera e ibridi)

Mentre il mondo della vite conta complessivamente oltre 10.000 varietà (comprese le uve da vino e da essiccazione), le varietà dedicate esclusivamente alla tavola formano un settore ricchissimo e in fortissima espansione.

  • Varietà nel mondo: Si stimano oltre 1.000-1.500 varietà specifiche da tavola diffuse a livello globale. La varietà più coltivata in assoluto è la Kyoho (un'uva gigante asiatica a bacca nera), seguita dalla Sultanina (bianca, usata molto anche per l'uvetta).

  • La situazione in Italia: In Italia sono ufficialmente registrate circa 182 varietà di vite da tavola.

  • Antiche e Tradizionali con semi (Seedless vs Seeded): Per decenni il mercato è stato dominato da grandi varietà tradizionali con seme, intensamente aromatiche e zuccherine. La regina indiscussa è l'Uva Italia (creata nel 1911 dall'agronomo Alberto Pirovano incrociando Bicane e Moscato d'Amburgo), celebre per il suo inconfondibile aroma di moscato. Altre storiche famose sono la Regina, la Victoria, la Pizzutella (dalla caratteristica forma allungata a corna d'infante) e la rarità pugliese Baresana.

  • Le Nuove Varietà senza semi (Apirene): Negli ultimi vent'anni la frutticoltura mondiale ha subito una vera e propria rivoluzione guidata dalle richieste dei consumatori per le uve senza semi (seedless). Centri di ricerca e grandi Club internazionali (specialmente in California, Spagna e Italia) brevettano continuamente nuove linee varietali, distinte per colore (bianche, rosse, nere) e con note aromatiche sorprendenti (come le uve che sanno di zucchero filato o frutti esotici). Esempi moderni coltivati su vasta scala includono la Crimson Seedless, la Sugraone, e le nuovissime serie protette da brevetti di Club internazionali.